Ministero Pari Opportunità CNF - Protocollo di intesa.
Ludovica Giorgi stimola una migliore riflessione su un documento relativo alla "questione donne".
ho appreso pochi giorni or sono che il Ministero delle Pari Opportunità ha siglato con il C.N.F. un Protocollo d'Intesa, che allego, volto a garantire pari opportunità nell'accesso e nell'esercizio della professione, e pari rappresentatività negli organismi direttivi, anche delle associazioni forensi.
Una simile iniziativa dunque, diversamente da quanto la collega Alessandra Stefano veniva scrivendo su questo Foro, contiene in sè la premessa della "discriminazione" anche all'interno della nostra professione e si propone di colmarla.
La questione "donne" all'interno dell'Avvocatura, e per quanto ci riguarda all'interno dell'Unione, non è "facile", a maggior ragione laddove a parlarne sono "avvocate" (si dice così?!) che certo non hanno avuto bisogno di una formale consacrazione del loro ruolo per farsi ascoltare in un mondo tradizionalmente "maschile". Mi chiedo, però, a costo di quali sacrifici? Di quali rinunce?
Mi piacerebbe che il dibattito venisse riaperto. Allo scorso Congresso di Napoli fu liquidato in maniera sommaria e, mi permetto, un po' "stupida". Va detto anche che fu decisamente mal posto. Potremmo riparlarne con un approccio più serio.
La pubblicazione su Camerepenalionline del Protocollo d'Intesa, spero possa costituire il momento di partenza di una migliore riflessione.
Lodovica Giorgi
Protocollo di intesa tra il Ministero per le Pari Opportunità e il Consiglio Nazionale Forense
Premesso che
• il Ministero per le Pari Opportunità favorisce una politica fondata su una nozione moderna di pari opportunità, anche sulla base delle convenzioni e dei trattati internazionali, ed esercita funzioni di programmazione, di indirizzo e di coordinamento di tutte le iniziative, anche normative, nelle materie concernenti la promozione di pari opportunità fra uomini e donne e la prevenzione e l’esclusione di ogni forma e causa di discriminazione;
• il Ministero per le Pari Opportunità ha promosso diverse iniziative, anche normative, volte a eliminare di fatto gli ostacoli che ancora oggi esistono nel nostro Paese per la piena affermazione dei diritti delle donne, e ha, inoltre, realizzato azioni intese a promuovere l’attribuzione di poteri e responsabilità alle donne per sviluppare la loro presenza nei luoghi decisionali;
• il Ministero per le Pari Opportunità promuove una politica di conciliazione tra famiglia e lavoro che permetta di coniugare le aspirazioni lavorative e professionali con le esigenze familiari. A tal fine ha provveduto a disporre un Piano Nazionale per gli Asili Nido con l’obiettivo di dare alle famiglie un supporto attraverso una rete di strutture diversificate (asili-nido, servizi integrativi) sul territorio adattabili alle diverse esigenze, oltre la sperimentazione di micro-nidi all’interno dei luoghi di lavoro pubblici e privati. Con la legge Finanziaria del 2003 è stato istituito, infatti, il Fondo di rotazione per il finanziamento dei datori di lavoro che realizzano nei luoghi di lavoro servizi di asilo nido e micro-nidi. Il collegato alla legge Finanziaria 2004 ha, inoltre, previsto una semplificazione della procedura amministrativa relativa alla costituzione di asili nido nei condomini;
• il Ministero per le Pari Opportunità ha curato il recepimento della Direttiva 2000/43/CE del Consiglio, del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica, con particolare riferimento all’accesso, all’occupazione, all’assistenza sanitaria e al sistema delle prestazioni sociali. In attuazione di tale Direttiva, recepita con il D.Lgs. n. 215 del 9 luglio 2003, è stato istituito, presso il Dipartimento per le Pari Opportunità, un Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza e l’origine etnica, con funzioni di garanzia e controllo della parità di trattamento e dell’operatività degli strumenti di tutela;
• il Ministero per le Pari Opportunità ha curato il recepimento della Direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro. In attuazione di tale Direttiva il D.Lgs. n. 216 del 9 luglio 2003 provvede alla tutela dell’accesso all’occupazione, al lavoro, all’orientamento professionale contro ogni forma di discriminazione legata a religione, convinzioni personali, handicap, età e tendenze sessuali e legittima il ruolo delle rappresentanze sindacali ad agire eventualmente in giudizio in nome e per conto dei soggetti passivi della discriminazione;
• il Ministero per le Pari Opportunità ha curato il recepimento della Direttiva 2002/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 settembre 2002, che ribadisce la condanna ad ogni forma di discriminazione diretta o indiretta fondata sul sesso per quanto attiene le condizioni di accesso al lavoro, la promozione, la formazione professionale. In attuazione di tale Direttiva il D.Lgs. n. 145 del 30 maggio 2005 dispone la tutela della parità di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l’accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionali e le condizioni di lavoro. Con il Decreto si assicura una concreta tutela alle lavoratrici per l’introduzione delle molestie tra le discriminazioni.
• il Consiglio Nazionale Forense, l’organismo di rappresentanza istituzionale dell’avvocatura è espressione della classe forense nella sua unità;
• le principali attribuzioni del Consiglio Nazionale Forense sono: la funzione giurisdizionale, che si realizza nel giudicare sui ricorsi proposti avverso le decisioni degli Ordini in materia disciplinare; la tenuta degli albi e di reclami elettorali, la tenuta dell’Albo degli Avvocati abilitati al patrocinio dinanzi le magistrature superiori; la funzione consultiva sui progetti di legge e di regolamento che riguardano, principalmente, direttamente o indirettamente, la professione forense;
• il Consiglio Nazionale Forense è espressione degli ordini forensi ed è, contemporaneamente, un soggetto dell’ordinamento statale al quale, per legge, sono demandati poteri giurisdizionali e di amministrazione;
• il Consiglio Nazionale Forense è, quindi, organo di rappresentanza istituzionale e generale dell’Avvocatura ed è teso a rappresentare il dinamismo degli ordini forensi e dell’Avvocatura per garantire la qualità professionale degli avvocati ed il loro livello etico, in ambito europeo;
• il Consiglio Nazionale Forense ha costituito nel febbraio 2003 una Commissione di studio per le Pari Opportunità con la finalità di affrontare un percorso di ricerca, studio e formazione che, partendo dall’analisi della condizione femminile all’interno della categoria professionale ed individuando le problematiche di genere esistenti, conduca alla individuazione ed alla realizzazione di azioni positive tese a favorire le pari opportunità nell’accesso e nello svolgimento dell’attività professionale;
• la Commissione per le Pari Opportunità del Consiglio Nazionale Forense ha elaborato ai sensi della legge n. 125/91, un progetto di azione positiva denominato “Mainstreaming di Genere nell’Avvocatura Italiana”. Il progetto intende realizzare: l’analisi ed il monitoraggio della situazione degli avvocati e praticanti avvocati donne; sviluppare e potenziare le Commissioni per le Pari Opportunità presso i Consigli degli Ordini distrettuali;
• la Commissione Pari Opportunità ha predisposto il progetto denominato “Sviluppo al femminile: l’impresa e le donne avvocato”. Il progetto si propone di creare un sistema di informazione e supporto alle donne avvocato, per favorire la costituzione di studi legali a conduzione femminile e diffondere la cultura di impresa e le capacità economico-gestionali;
• la Commissione per le Pari Opportunità ha sviluppato, sul piano Europeo, il progetto chiamato ”La Giornata Europea della donna avvocato” da inserire nel Programma di azione comunitaria relativo alle pari opportunità;
CONSIDERATO CHE
• la Commissione per le Pari Opportunità del Consiglio Nazionale Forense si propone:
 di favorire e sviluppare progetti e azioni positive per attuare le pari opportunità nell’accesso e nello svolgimento dell’attività professionale;
 di rimuovere tutti i comportamenti discriminatori che limitano di fatto l’uguaglianza delle donne nella professione forense;
 di valorizzare le differenze di genere, promuovere e rafforzare la rappresentanza femminile negli organi istituzionali e associativi;
• il Ministero per le Pari Opportunità ed il Consiglio Nazionale Forense intendono sviluppare un rapporto di intensa collaborazione, finalizzato alla definizione di un comune progetto di attività di studio, ricerca e formazione in materia di pari opportunità con l’obiettivo di rimuovere tutte le discriminazioni, al fine di realizzare le pari opportunità nell’attività professionale nonché promuovere e rafforzare l’occupazione femminile;
LE PARTI
CONVENGONO QUANTO SEGUE
• il Ministero per le Pari Opportunità ed il Consiglio Nazionale Forense si impegnano a sviluppare un’azione di collaborazione volta alla realizzazione della diffusione e valorizzazione della cultura delle pari opportunità nella professione forense;
• il Ministero per le Pari Opportunità ed il Consiglio Nazionale Forense, anche tramite la Commissione Pari Opportunità, danno avvio ad un percorso di cooperazione per la realizzazione di un progetto denominato “Cicerone”, che si avvia con la sottoscrizione del presente protocollo;
• il Consiglio Nazionale Forense intende realizzare azioni positive al fine di favorire le buone pratiche, che valorizzino le differenze di genere.
Per il raggiungimento degli obiettivi di cui al presente protocollo, il Consiglio Nazionale Forense, su iniziativa della propria Commissione per le Pari Opportunità, si propone di:
• promuovere la rilevazione delle problematiche di pari opportunità nell’ambito dello svolgimento della professione forense;
• proporre azioni positive tese a favorire le pari opportunità nell’accesso e nello svolgimento dell’attività professionale forense;
• monitorare i dati percentuali relativi alla presenza femminile iscritta all’Albo e al registro dei praticanti, nei Consigli degli Ordini e nelle Associazioni più rappresentative dell’Avvocatura italiana;
• acquisire dati e informazioni sulle donne avvocato titolari di studio, su quelle inserite all’interno di studi professionali, nonché sulle relative responsabilità;
• segnalare le difficoltà incontrate, relative alla cultura di impresa e nella fase economico-gestionale, in caso di autonomia professionale;
• verificare le difficoltà segnalate dalle donne avvocato nel momento della maternità, nei mesi precedenti e successivi alla nascita, alla luce delle sentenze dei Tribunali, delle Corti d’Appello e della Corte di Cassazione;
• sviluppare una moderna politica della conciliazione famiglia-lavoro, prendendo in considerazione il contributo dell’occupazione femminile alla crescita complessiva del mercato del lavoro;
• favorire una più equa partecipazione femminile nelle cariche ed organismi direttivi nazionali e locali del Consiglio Nazionale Forense e dei singoli Ordini, nonché delle Istituzioni, Associazioni ed Organismi dell’Avvocatura;
• incrementare programmi di formazione per i praticanti avvocato e per gli avvocati nelle varie specializzazioni con corsi di formazione imprenditoriale, relativi agli strumenti finanziari utilizzabili per agevolare la gestione e l’organizzazione degli studi professionali e le capacità economico-gestionali;
Per il raggiungimento degli obiettivi di cui al presente protocollo, il Ministero per le Pari Opportunità si propone di:
• offrire sostegno alla individuazione di azioni positive per favorire lo sviluppo delle pari opportunità nell’attività forense;
• favorire il confronto, lo scambio e la divulgazione delle conoscenze in materia di pari opportunità;
• collaborare per l’individuazione di campi di intervento nuovi e diversi rispetto a quelli convenuti.
Per l’attuazione del presente Protocollo, il monitoraggio, il sostegno e la promozione delle attività previste, le parti concordano sulla costituzione di un’apposita Commissione al fine di mantenere un contatto permanente, realizzato mediante incontri bilaterali che si terranno secondo un calendario annuale da definire.
In occasione di tali incontri verranno, altresì, stabiliti tutti gli elementi relativi alla programmazione e alla progettazione operativa degli impegni da svolgere.
La Commissione è presieduta dal Ministro per le Pari Opportunità, o da persona da lei delegata, ed è composta da 5 rappresentanti del Ministero per le Pari Opportunità e 5 rappresentanti del Consiglio Nazionale Forense.
Il presente Protocollo ha durata biennale.
Roma,
Il Presidente del C.N.F. Il Ministro per le Pari Opportunità